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9. Cosa manca: dati da aggiungere, standard e formati da diffondere

In breve

  • Questo capitolo è una ricognizione, non un elenco di promesse: quali dati potrebbero rendere le previsioni di Limen più affidabili, chi li ha, in che forma, con quale licenza, e cosa li tiene oggi lontani.
  • Per ogni dato nuovo vale la stessa regola: si misura prima di usarlo. Dei tre dati nuovi provati finora, due non hanno aggiunto quasi nulla e il terzo dà un segnale vero che però, dentro il motore, non regge ancora la prova sugli eventi passati.
  • Molti dati utili esistono già in Italia, ma sono sparsi in venti formati regionali, in documenti non leggibili da un programma, o senza una licenza scritta. Il problema spesso non è produrli: è renderli riusabili.
  • Limen usa e propone standard aperti (per mappe, sensori, avvisi, agenti di intelligenza artificiale) che altri possono adottare: così un dato prodotto una volta serve a tutti.
  • Chiunque può contribuire un dato o uno studio: un ente, un ricercatore, un cittadino con un sensore. In fondo c'è una scheda pronta da compilare.

Perché un capitolo su ciò che manca

Il capitolo 3 ha descritto i dati che Limen usa. Il capitolo 5 ha raccontato come si misura se funzionano. Questo capitolo guarda avanti: cosa servirebbe per sbagliare di meno, e chi lo potrebbe dare.

Lo scriviamo per tre motivi.

  1. La frana è il punto debole di Limen, e lo è per i dati. Il capitolo 1 l'ha detto: il punteggio della frana ordina bene i versanti dentro una regione, ma la pioggia che riceve non basta a far scattare la classe alta. Il 10 ottobre 2026, nel Reggino, il modello meteo vedeva 13-17 mm, il radar della Protezione civile corretto con i pluviometri ne misurava 110-1821. Nessuna formula recupera una pioggia che non le arriva.
  2. L'Italia ha molti più dati di quanti ne usi Limen. Pluviometri e idrometri regionali, carte geologiche dettagliate, catasti degli incendi, inventari delle frane recenti. Spesso sono pubblici, ma non sono riusabili: un PDF, un portale che va consultato a mano, nessuna licenza scritta.
  3. Un dato condiviso bene serve a tutti, non solo a Limen. Se una Regione pubblica i suoi pluviometri in un formato standard, con una licenza aperta, li possono usare la Protezione civile di un'altra Regione, un gruppo di ricerca, un'app di un Comune.

Prima la regola: misurare prima di cambiare

Un dato nuovo è un'ipotesi: «se lo aggiungo, Limen sbaglia meno». Va verificata prima di toccare la mappa, rigiocando il passato con e senza il dato. Si guardano due cose insieme: quanti eventi veri in più finiscono nella classe alta, e quanti allarmi in più si danno nei giorni qualunque (il tasso di base, capitolo 5). Un dato che fa trovare più eventi solo perché fa suonare l'allarme più spesso non serve.

Tre dati nuovi sono passati da questa prova nell'autunno 2026.

Tre dati nuovi, misurati prima di usarli

Fonte: issue #282 (19 ottobre 2026), #419 (7 novembre 2026), #420 (8 novembre 2026). Il guadagno misura quanto il dato aiuta a separare i posti e i giorni dove l'evento è avvenuto da quelli dove non è avvenuto: zero vuol dire nessun aiuto.

  • L'umidità del suolo europea per la frana (Osservatorio europeo della siccità): letta con il ritardo con cui arriva davvero, separa le frane dai giorni tranquilli peggio del caso, e accanto all'umidità che Limen usa già non aggiunge nulla. Scartata.
  • Prati e chiome degli alberi a 10 metri per l'incendio (strati ad alta risoluzione di Copernicus): un miglioramento minimo, che non vale il costo di tre carte nazionali in più da scaricare e aggiornare. Scartato, per ora.
  • L'acqua temporanea e le zone umide per l'alluvione (Copernicus): dentro le aree allagabili dei Piani di bacino ordina bene le celle, con un guadagno quattro volte quello dei prati per l'incendio. Ma messo dentro il motore, alla soglia della classe alta, o aggiunge allarmi o perde eventi. È un segnale vero che non ha ancora trovato il modo giusto di essere usato.

Questa è la normalità, ed è giusto raccontarla: la maggior parte delle buone idee non supera la misura. Il valore di una proposta di dato sta anche nel dire come la misureremo.

Parte 1. Dati che possono migliorare le previsioni

Per ogni dato: chi lo ha, in che forma, con quale licenza (quando la conosciamo), cosa lo tiene lontano oggi, e come lo misureremmo prima di usarlo. Dove non sappiamo, scriviamo «da verificare»: preferiamo una casella vuota a una disponibilità inventata.

Per la frana

Dato Chi lo ha Forma e licenza Cosa lo tiene lontano Come lo misureremmo Stato in Limen
Pluviometri regionali in tempo reale Centri Funzionali regionali, agenzie ambientali regionali (ARPA) varia da Regione a Regione; licenze da verificare venti formati, accessi diversi; una parte entra già nel prodotto «Merging» della Protezione civile rigiocare le frane datate con la pioggia dei pluviometri al posto del modello #505
Soglie di pioggia regionali per le frane Centri Funzionali, CNR-IRPI spesso in documenti tecnici, non in tabelle; licenze da verificare non leggibili da un programma confronto con le soglie nazionali usate oggi, sulle stesse frane #506
Inventari delle frane recenti (dopo il 2021) Regioni, ISPRA, CNR-IRPI vari; da verificare il catalogo delle frane datate usato oggi si ferma al 2021 più eventi per il backtest, soprattutto nel Sud in parte, con la cronaca (#347); #500
Carte geologiche dettagliate 1:50.000 (progetto CARG) ISPRA con Regioni e università carte digitali; copertura e licenza da verificare non tutta Italia è coperta; formati da armonizzare sostituire la carta 1:500.000 e misurare se il punteggio del posto distingue meglio i versanti franati #497
Movimento del suolo dal satellite (EGMS) Copernicus tabelle per punto, 100 m; dati Copernicus serve una chiave gratuita; oggi usato solo dal modello in ombra aggiungere accelerazione e stagionalità, e tenerle solo se migliorano il backtest #380
Umidità del suolo dal satellite a 1 km (radar Sentinel-1) Copernicus Land griglie quotidiane; licenza da verificare il dato europeo a 5 km è stato scartato (#282); quello a 1 km non è stato provato stessa prova della #282, con il ritardo reale di pubblicazione #507
Pluviometri dei cittadini reti amatoriali (MeteoNetwork), sensori di Limen MeteoNetwork CC BY 4.0; i sensori di Limen CC BY 4.0 MeteoNetwork non ha concesso l'accesso per regione (#248) confronto notturno con il radar, poi un ingresso solo «in salita» #249, #250

Per l'alluvione

Dato Chi lo ha Forma e licenza Cosa lo tiene lontano Come lo misureremmo Stato in Limen
Idrometri regionali (livello dei fiumi) Centri Funzionali, agenzie regionali varia; da verificare ogni stazione ha il suo «zero»: un livello non dice nulla senza la storia di quella stazione trattarli come i fiumi di GloFAS: alto rispetto al solito di quella stazione #501
Idrometri dei cittadini su torrenti minori cittadini, associazioni sensori di Limen, CC BY 4.0 servono anni di storia per stazione analisi «si o no» prima di qualunque codice #259
Acqua temporanea e zone umide Copernicus Land griglie a 10-20 m; dati Copernicus dentro il motore il backtest non passa un uso diverso: ordinare le celle dentro le aree già mappate #420
Periodi di ritorno delle piene europee (EFAS) Copernicus file scientifici (NetCDF); licenza CEMS serve un account e un formato in più; non implementato di proposito confronto con il rapporto sulla piena ordinaria usato oggi da aprire
Aree allagabili aggiornate Autorità di bacino distrettuale il mosaico nazionale è del 2020 aggiornamenti per distretto, in tempi diversi ricalcolo e confronto con le aree allagate viste dal satellite da verificare

Per l'incendio

Dato Chi lo ha Forma e licenza Cosa lo tiene lontano Come lo misureremmo Stato in Limen
Catasto delle aree percorse dal fuoco ogni Comune, per legge (n. 353 del 2000) molto vario: carte, elenchi, portali; da verificare non esiste una raccolta nazionale aperta che conosciamo aggiungere incendi piccoli, sotto la soglia dei satelliti, al backtest #498
Storico dei fuochi visti dal satellite NASA tabelle annuali, nessuna chiave; uso libero con citazione non è nel catalogo dei dati di Limen (capitolo 3) è già misurato: serve solo caricarlo #472
Carta europea dei combustibili EFFIS griglia; CC BY 4.0 una prova simile ha dato un guadagno minimo stessa prova della #419 in valutazione
Prati e chiome a 10 m Copernicus griglie; dati Copernicus guadagno troppo piccolo — #419, scartato per ora

Per tutti e tre

  • Popolazione ed edifici per chilometro quadrato. Servono a dire quanto conta un avviso, non quanto è pericolosa una cella. Esistono griglie europee della popolazione a 1 km (Eurostat) e del JRC; le licenze per la ridistribuzione sono da verificare.
  • Segnalazioni dalla cronaca. Ogni giorno Limen legge i giornali e raccoglie frane, alluvioni e incendi da verificare (#347). Sono la verità più fresca che esista, ma vanno controllate una per una.
  • Bollettini ufficiali di allerta. La Protezione civile pubblica i bollettini di criticità in formato aperto; Limen li mostra accanto ai suoi punteggi. Confrontarli in modo sistematico, giorno per giorno, è un lavoro da fare.
Per chi sviluppa
  • Le prove citate: #282 (EDO, scoring-analyst, 1.117 frane contro 5.171 controlli appaiati), #419 (HRL, AUC dentro nodo × quota, 2021-23 contro 2024-26), #420 (WaterWetness, una copia del database, backtest-flood contro main). Il backtest frane con la pioggia del radar è la #239, riassunta nell'ultimo commento della #122.
  • Le reti cittadine: #248 (chiusa: MeteoNetwork senza token BULK, Sensor.Community senza pioggia), #249, #250; gli idrometri #259.
  • Le fonti «in valutazione» della pagina Fonti della mappa sono in frontend/src/lib/fonti.ts (ruolo valutazione).
  • I periodi di ritorno EFAS non sono implementati di proposito: servono un account CDS e una dipendenza NetCDF (vedi la sezione Phase boundary di CLAUDE.md).

Parte 2. Standard, formati e schemi da diffondere

Un formato è il modo in cui un dato è scritto in un file. Uno standard è un formato (o un modo di parlarsi fra programmi) su cui molti si sono messi d'accordo e che è descritto in un documento pubblico. Quando due enti usano lo stesso standard, i loro dati si possono mettere insieme senza scrivere un programma apposta. È la differenza fra venti prese elettriche diverse e una sola.

flowchart LR
  subgraph P["Chi produce"]
    E1["enti nazionali<br/>ISPRA, Protezione civile, CNR"]
    E2["programmi europei<br/>Copernicus, EFFIS"]
    E3["Regioni e Comuni"]
    E4["cittadini con un sensore"]
  end
  subgraph F["Formati aperti"]
    F1["carte e griglie<br/>(GeoTIFF, servizi WMS/WFS)"]
    F2["serie meteo e idrologiche<br/>(NetCDF)"]
    F3["misure dei sensori<br/>(SenML)"]
    F4["cataloghi di immagini<br/>(STAC)"]
  end
  subgraph L["Limen"]
    L1["dati per cella<br/>e punteggi"]
  end
  subgraph R["Chi riusa"]
    R1["mappe web<br/>(tile vettoriali, PMTiles)"]
    R2["altri programmi<br/>(API, pacchetto in tre file)"]
    R3["assistenti AI e agenti<br/>(MCP, A2A)"]
    R4["sistemi di allerta<br/>(CAP, da fare)"]
  end
  E1 --> F1
  E2 --> F1
  E2 --> F2
  E2 --> F4
  E3 --> F1
  E4 --> F3
  F1 --> L1
  F2 --> L1
  F3 --> L1
  F4 --> L1
  L1 --> R1
  L1 --> R2
  L1 --> R3
  L1 -.-> R4

La tabella dice, per ogni standard, cos'è in parole semplici, cosa ci fa Limen e dove si trova la specifica. «Usato» vuol dire che Limen lo legge o lo scrive già; «proposto» che servirebbe e non c'è ancora.

Standard Cos'è, in parole semplici In Limen Specifica
WMS e WFS (OGC) il modo classico per chiedere a un server una mappa già disegnata (WMS) o gli oggetti geografici veri e propri (WFS) usato: i perimetri degli incendi europei arrivano così; gli strati ISPRA si possono pubblicare con un server cartografico facoltativo https://www.ogc.org/standards/wms/, https://www.ogc.org/standards/wfs/
OGC API Features e Tiles la versione moderna, basata sul web, degli stessi servizi proposto: le API di Limen non lo seguono ancora https://ogcapi.ogc.org/features/, https://ogcapi.ogc.org/tiles/
Tile vettoriali la mappa tagliata in quadratini che il browser colora da sé usato: è così che la mappa di Limen arriva al browser https://github.com/mapbox/vector-tile-spec
PMTiles un'intera mappa a quadratini in un solo file, che si mette su un qualunque server usato: il rilievo e gli strati fissi della mappa https://docs.protomaps.com/pmtiles/
GeoTIFF e COG un'immagine con le coordinate dentro; la versione «COG» si legge a pezzi senza scaricarla tutta usato: il modello del terreno, CORINE, il cemento https://www.ogc.org/standards/geotiff/, https://www.cogeo.org/
GeoParquet una tabella con geometrie, compatta e veloce da leggere usato dalla libreria del movimento del suolo (fino a quattro volte più leggera dei CSV) https://geoparquet.org/
STAC un catalogo standard delle immagini da satellite: cosa c'è, dove, quando usato per cercare le immagini radar delle alluvioni https://stacspec.org/
NetCDF (e Zarr) il formato degli scienziati del clima per griglie che cambiano nel tempo usato: la portata dei fiumi da Copernicus; Zarr non ancora https://www.ogc.org/standards/netcdf/, https://zarr.dev/
SensorThings API (OGC) un modello comune per descrivere sensori, cosa misurano e le loro misure usato come modello per i sensori degli enti https://www.ogc.org/standards/sensorthings/
SenML un modo minimo e standard di scrivere una misura di un sensore usato: è il formato dei sensori dei cittadini https://www.rfc-editor.org/rfc/rfc8428
CAP (Common Alerting Protocol) il formato internazionale degli avvisi di emergenza: chi, cosa, dove, quanto è urgente proposto: Limen non esporta ancora i suoi avvisi in CAP https://docs.oasis-open.org/emergency/cap/v1.2/CAP-v1.2-os.html
MCP (Model Context Protocol) un modo standard per far usare a un assistente AI i dati e le funzioni di un sistema usato: un assistente può chiedere a Limen il rischio di un comune https://modelcontextprotocol.io
A2A (Agent2Agent) un modo standard per far parlare fra loro agenti AI di sistemi diversi usato: Limen ha la sua «carta d'identità» di agente https://a2a-protocol.org/
DCAT-AP_IT il modo italiano ed europeo di descrivere un insieme di dati in un catalogo pubblico proposto: per pubblicare il pacchetto di Limen sul catalogo nazionale https://www.dati.gov.it/content/dcat-ap-it-v10-profilo-italiano-dcat-ap-0

Due «schemi» nati da Limen che altri possono copiare

La scheda di un dato. Il catalogo dei dati di Limen descrive ogni dato con le stesse voci: cos'è, a cosa serve, cosa succede se manca, a quali pericoli serve, quanto è essenziale, chi lo produce, licenza, citazione chiesta, quanto pesa, come si procura. La voce «cosa succede se manca» è rara nei cataloghi pubblici, ed è quella che serve di più a chi deve decidere se un dato vale lo sforzo. Chiunque può usare lo stesso schema per descrivere i propri dati.

Il manifesto del pacchetto. Il pacchetto rapido di Limen (capitolo 3) è accompagnato da un piccolo file che dice: la versione di Limen, la data, le versioni delle formule usate, le impronte delle fonti, la licenza di ogni file e le frasi di citazione. Un dato derivato che porta con sé come è stato fatto e con quale licenza si può riusare senza telefonare a nessuno.

Per chi sviluppa
  • Tile vettoriali: le funzioni SQL risk_at e forecast_at con ST_AsMVT, servite da pg_tileserv; PMTiles da limen dem-tiles.
  • WFS: il client EFFIS (effis-client, MapServer) e integrations/geoserver_source/.
  • STAC: limen ems-sentinel1 tramite la libreria copernicus-ems (Copernicus Data Space). GeoParquet: egms-client[tables]. NetCDF: integrations/copernicus/ewds_glofas.py.
  • Sensori: modello SensorThings in integrations/iot/schemas.py e migrazione 009; SenML (RFC 8428) in integrations/iot/senml.py, topic limen/v2/{id}/obs; vedi docs/iot.md e docs/guida/sensori.md.
  • MCP: src/limen/mcp/ (server limen-ops, strumenti che modificano protetti da MCP_ADMIN_TOKEN). A2A: src/limen/a2a/, carta su /.well-known/agent-card.json, JSON-RPC su /a2a.
  • Catalogo: src/limen/config/dati.yaml (caricato da limen.config.catalogo_dati). Manifesto: manifest.json scritto da src/limen/data/pacchetto_statico.py (campi limen, creato, migrazioni, step_version, passi_esclusi, colonne_escluse, licenze, griglia, impronte, file).
  • CAP compare solo come voce d'offerta in docs/analisi-offerta-pa.md.

Parte 3. Come contribuire un dato o uno studio

Chi può contribuire, e cosa

  • Un ente (una Regione, un Centro Funzionale, un'Autorità di bacino, un Comune, un consorzio di bonifica) può aprire un dato che ha già: pluviometri, idrometri, un catasto degli incendi, un inventario di frane. Non serve che lo produca per Limen: serve che lo pubblichi in modo riusabile.
  • Un ricercatore può proporre un dato, una soglia, un metodo, o rifare una misura di Limen e dire dove sbaglia. Un risultato negativo ben fatto è un contributo quanto uno positivo.
  • Un cittadino può installare un sensore (un pluviometro fatto con una scheda da pochi euro, per esempio) o segnalare una frana non censita dalla scheda di una cella sulla mappa.

I requisiti minimi

Un dato per essere usato deve avere quattro cose. Non sono burocrazia: ognuna risponde a una domanda che Limen si fa prima di fidarsi.

  1. Una licenza aperta scritta. Preferibilmente CC BY 4.0. Senza una licenza scritta un dato, anche se pubblico, non si può ridistribuire: è quello che succede oggi con la carta delle rocce (capitolo 3).
  2. I metadati. Chi l'ha prodotto, quando, con quale strumento, cosa vuol dire ogni colonna, in che unità. Una pioggia senza unità non si sa se è in millimetri all'ora o al giorno.
  3. La posizione. Coordinate precise, con il sistema di riferimento dichiarato. Per i sensori dei cittadini la posizione pubblica viene arrotondata, per la riservatezza.
  4. La storia. Per un dato che cambia nel tempo, una serie di misure passate. Senza storia non si può dire se un valore è «alto» per quel posto, e non si può rigiocare il passato per misurarlo.

I sensori dei cittadini: tre livelli di fiducia

Un sensore costruito da un cittadino non fa mai scattare un'allerta e non abbassa mai un punteggio. Un pluviometro intasato che segna zero non deve poter dire che un versante è tranquillo; un sensore urtato non deve poter mandare un'allerta a un Comune.

Livello Chi Cosa può fare
0 · osservatore chiunque, dopo la registrazione compare sulla mappa delle stazioni, serve alle verifiche e al confronto con il radar; non entra nella previsione
1 · verificato promosso dopo settimane d'accordo con il radar della Protezione civile può solo alzare la stima della pioggia, insieme ad altri sensori di persone diverse, entro un tetto
2 · istituzionale enti, Protezione civile, università l'unico livello che può forzare un'allerta

Si sale di livello dimostrando di misurare bene, non dichiarandolo. Le misure sono pubblicate con licenza CC BY 4.02.

Come Limen misura un dato prima di usarlo

flowchart TD
  A["proposta di dato<br/>(scheda compilata)"] --> B{"licenza aperta,<br/>metadati, posizione,<br/>storia?"}
  B -- "manca qualcosa" --> A2["si chiede al proponente<br/>di completare"]
  B -- "sì" --> C["si carica in sola lettura,<br/>senza toccare la mappa"]
  C --> D["si rigioca il passato<br/>con e senza il dato"]
  D --> E{"più eventi presi<br/>senza più allarmi<br/>nei giorni qualunque?"}
  E -- "no" --> F["si scarta, e si pubblica<br/>il perché"]
  E -- "sì" --> G["revisione di una persona,<br/>poi una nuova versione<br/>della formula"]

Ogni passo lascia una traccia pubblica nella issue della proposta: chi ha misurato, su quali eventi, con quale risultato. Anche quando il dato viene scartato, come l'umidità del suolo europea per la frana.

La scheda «proposta di dato»

Basta copiarla in una nuova issue del repository di Limen, o mandarla ai curatori del progetto.

# Proposta di dato: <nome del dato>

## Il dato
- Che cosa misura (una frase, senza sigle):
- Chi lo produce e chi lo mantiene:
- Dove si trova (link):
- Copertura: tutta Italia / regioni / punti:
- Risoluzione (metri, o numero di stazioni):
- Da quando esiste la serie, e ogni quanto si aggiorna:
- Formato (es. GeoTIFF, CSV, NetCDF, servizio WMS/WFS, API):
- Sistema di coordinate:

## La licenza
- Licenza (es. CC BY 4.0), con il link al testo:
- Frase di citazione richiesta:
- Limiti (uso commerciale, ridistribuzione, dati personali):

## A cosa servirebbe
- Pericolo: frana / alluvione / incendio / avvisi:
- Cosa migliorerebbe (es. «la pioggia caduta nei piccoli bacini»):
- Cosa succede oggi senza:
- Un evento passato in cui avrebbe fatto la differenza (luogo, data):

## Come misurarlo prima di usarlo
- Su quali eventi veri si può provare (anni, regioni):
- Che cosa ci aspettiamo di vedere:
- Che risultato ci farebbe dire «non serve»:

## Chi propone
- Nome, ente o gruppo (facoltativo):
- Contatto:
Per chi sviluppa
  • Segnalazioni su una cella: POST /api/contributi (non salva nulla: parte un'email ai curatori, con lo stato della cella).
  • Registrazione di un sensore: POST /api/sensori/registrazione (approvazione manuale, certificato per dispositivo, licenza CC BY 4.0); i livelli di fiducia sono la #251, l'epica è la #247.
  • Per caricare un dato nuovo nel catalogo: una voce in src/limen/config/dati.yaml; per misurarlo: i backtest (limen backtest, backtest-flood, backtest-wildfire) su un branch, con la revisione di scoring-analyst prima di toccare config/hazards/*.yaml. Nessun cambio al motore deterministico senza il backtest.

Gap e come chiuderli

In questo capitolo i gap sono il cuore del discorso: per ognuno, cosa manca, perché conta e, dove c'è, il dato aperto che lo colmerebbe.

  • La pioggia che arriva al motore della frana è troppo poca. Nel Reggino, il 10 ottobre 2026, il modello vedeva un decimo della pioggia misurata. Proposta di open data: i pluviometri dei Centri Funzionali regionali, pubblicati in tempo reale con licenza aperta e in un formato comune (SensorThings o almeno CSV con metadati); da verificare quali Regioni già lo fanno. (#505)
  • Le soglie di pioggia regionali non sono leggibili da un programma. Proposta di open data: le soglie usate dai Centri Funzionali pubblicate come tabella (durata, intensità, area), con licenza aperta. (#506)
  • Il catalogo delle frane datate si ferma al 2021. Proposta di open data: inventari regionali delle frane recenti, con data e posizione, e le verifiche dalla cronaca (#345). (#500)
  • La carta delle rocce è troppo grossolana. Proposta di open data: le carte geologiche CARG 1:50.000 di ISPRA, dove esistono (copertura e licenza da verificare). (#497)
  • Gli incendi piccoli sfuggono ai satelliti. Proposta di open data: i catasti comunali delle aree percorse dal fuoco, raccolti in un formato comune. (#498)
  • I fiumi minori non hanno misure. Proposta di open data: gli idrometri regionali, con la serie storica di ogni stazione; per i torrenti più piccoli, gli idrometri dei cittadini. (issue: #259; per quelli regionali #501)
  • Il movimento del suolo è usato solo in parte. Accelerazione e stagionalità del terreno sono già nei dati europei e non ancora misurate. (issue: #380)
  • L'umidità del suolo a 1 km non è mai stata provata. Proposta di open data: l'umidità superficiale del suolo da radar Sentinel-1 di Copernicus Land (licenza da verificare). (#507)
  • Le reti di pluviometri dei cittadini non sono acquisibili. L'unica rete italiana con pluviometri e licenza aperta non ha concesso l'accesso per regione. (issue: #249, #250)
  • Limen non esporta i suoi avvisi in un formato standard. Proposta: un'uscita CAP, che i sistemi di allerta già leggono, con la stessa avvertenza che non si tratta di avvisi ufficiali. (#499)
  • Le API di Limen non seguono gli standard OGC moderni. Proposta: una vista OGC API Features dei punteggi per comune e per cella, accanto alle API di oggi. (#503)
  • Il pacchetto dei dati non è nel catalogo nazionale. Proposta: descriverlo con DCAT-AP_IT e segnalarlo a dati.gov.it, così chi cerca dati sul dissesto lo trova. (#504)
  • Non c'è un modo guidato per proporre un dato. Proposta: la scheda di questo capitolo come modulo per le issue del repository. (#502)

Per approfondire


  1. Issue #122, ultimo commento (14 ottobre 2026), sul backtest delle frane con la pioggia del radar (#239). ↩

  2. Guida ai sensori della mappa, sezione «Cosa può fare un sensore, e cosa no»; livelli di fiducia nella issue #251. ↩